7
Nov
2016

Attenti alla truffa dei finti preti

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Da diversi anni le amministrazioni locali e le forze dell’ordine stanno organizzando incontri per prevenire le truffe sul nostro territorio. Vittime, nel maggiore dei casi, sempre le fasce più deboli come gli anziani.
Truffe sempre più elaborate e inaspettate. Ultima in ordine cronologico è quella che si teme possa venir messa in atto nei giorni delle tradizionali benedizioni per il Natale.

Nel Magentino, Castanese e, soprattutto, nel Legnanese sono stati già avvistati dei preti, ma anche dei frati, che, casa dopo casa, si presentano per raccogliere donazioni in favore di improbabili iniziative caritatevoli.
Tuttavia sarebbero solo dei malfattori che, vestiti con l’abito talare, fingono di agire in nome della chiesa.
Prestare dunque la massima attenzione e allertare immediatamente le forze dell’ordine.

 

A tal proposito è bene ricordare il vademecum “anti truffe”:
Quando ti trovi in casa:
– se non sei sicuro dell’identità di coloro che si presentano quali appartenenti alle Forze di polizia, contatta il numero unico di emergenza 112 o la Stazione Carabinieri più vicina;
– non aprire agli sconosciuti. Tutte le aziende (luce, gas, telefonia, ASL) preannunciano il loro arrivo tramite avvisi condominiali. In assenza di appuntamenti non aprire a nessun incaricato. Quando rientri a casa stai attento che nessuno ti segua, chiudi la porta e non lasciare la chiave nella serratura;
– non far entrare in casa persone che dicono di essere state mandate dall’amministratore, dal vicino, da un parente, dalla banca per problemi di varia natura (infiltrazioni, controllo banconote, ecc…);
– durante gli interventi manutentivi (idraulico, elettricista) fai in modo che ci sia una persona di fiducia che ti aiuti;
– non mandare i bambini ad aprire la porta;
– se utilizzi internet, diffida di chiunque ti chieda le tue credenziali e informazioni personali (ad es. per sbloccare il bancomat, per verificare se abbiano impropriamente utilizzato il tuo conto corrente, ecc…). Non comunicare mai i tuoi dati bancari.

I truffatori:
– possono essere uomini o donne, anche anziani;
– se operano in borghese, generalmente vestono in maniera elegante. Se indossano delle finte divise, presentano incompletezze e contraffazioni facilmente individuabili. In entrambi i casi, possono esibire finti tesserini di riconoscimento e portare guanti;
– di norma, usano modi gentili ma decisi, tendono ad essere fini parlatori, si mostrano colti ed esperti nei campi di loro interesse e, spesso, cercano di disorientare la vittima con fiumi di parole;
– potrebbero conoscere il vostro nome e cognome o fingono, con frasi semplici e brevi, di conoscere figli, mariti, mogli o altri parenti;
– possono operare da soli, ma più spesso con uno o più complici per dividersi i compiti. Chi interviene per offrire “aiuto” alla vittima può essere infatti un loro complice.

Ricorda che:
– le Forze dell’ordine operano di norma in coppia, in divisa e in vetture di servizio, mentre agiscono in borghese soltanto in determinate zone e per specifiche operazioni;
– i Carabinieri e la Polizia di Stato possono svolgere servizio di vigilanza e prevenzione anche a piedi, come nel caso dei “poliziotti o dei carabinieri di quartiere”. Prima di decidere se aprire o meno la porta di casa a chi si presenta come rappresentante delle Forze dell’ordine, è opportuno:
· capire bene il motivo della visita;
· controllare con cura il tesserino di riconoscimento;
· osservare, per quanto possibile, i particolari della divisa e degli accessori (i Carabinieri non si presentano mai con felpe o pettorine, come successo in recenti casi di truffe, ma indossano sempre la classica uniforme, in perfetto stile militare);
– eventuali malintenzionati potrebbero utilizzare alcune scuse per entrare all’interno dell’abitazione, ad esempio per:
· controllare che l’appartamento non sia stato visitato dai ladri, come successo in case vicine;
· ricercare eventuali ladri che si aggirino nelle vicinanze o perché visti entrare nell’androne;
· verificare le banconote tenute in casa o prelevate in banca.

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