Euro 2016: Portogallo campione d’Europa

inizio partita port francia Forse ci racconteranno che questo mese di calcio è stato soltanto una grande illusione. Come se, tutte quelle ore in cui eravamo seduti sul divano a guardare una partita degli Europei fossimo in realtà entrati in un tunnel visionario, destinato a concludersi soltanto con il triplice fischio dell’arbitro.

Arrivati al 10 luglio, insomma, il pensiero comune era che si fosse già visto abbastanza e che lo sceneggiatore di questa grande storia si fosse bello che stufato dei colpi di scena.
Così, alla vigilia di questa finale eravamo convinti che tutto fosse già stato scritto.

In finale c’è arrivata la Francia padrona di casa e nettamente superiore a tutte le avversarie trovate sul suo percorso, ad eccezione della Germania sconfitta comunque con il minimo sforzo. Dall’altra parte c’è, invece, il Portogallo, arrivato terzo nel girone più semplice del torneo e pronto a crollare da un momento all’altro.

infortunio ronaldo Da una parte, quindi, la squadra favorita, che ha già preparato il pullman della vittoria con la scritta trionfale “Champions d’Europe” e dall’altra un gruppo formato da giocolieri a fine carriera, giovani promettenti e un signore di nome Cristiano Ronaldo. Che ha dimostrato poco in questi Europei, ma che è lì pronto a zittire il mondo. Questi i presupposti per Portogallo-Francia, finale di Euro 2016.
Dopo una sontuosa cerimonia di inaugurazione e l’esecuzione degli inni nazionali, ha inizio il match. Il primo tempo è estremamente difficile da raccontare.

Si potrebbe dire che la Francia tiene la palla, crea qualche occasione mentre il Portogallo cerca di colpire in contropiede. Ma c’è un episodio che cambia irrimediabilmente la partita, perché al 7′ Payet entra duro appena sopra il ginocchio di Ronaldo che si accascia a terra.
Il portoghese prova a proseguire, ma zoppica vistosamente, si fa mettere una fascia sulla zona dolorante, poi ha un’occasione per scattare e il ritmo della corsa è assolutamente irregolare. Si lascia cadere a terra e abbandona il campo in barella.
I portoghesi sono attoniti, hanno perso il loro capitano e forse la loro unica certezza.
Non sembrano quasi in condizione di continuare e la buona volontà sopperisce solo in parte alla poca concentrazione.
L’unico a non staccare la spina è Rui Patricio, che salva più volte il risultato su Griezmann e Sissoko. Il primo tempo termina quindi a reti bianche.

Nella ripresa entra Coman nella Francia e i ritmi si alzano. Griezmann ha l’occasione per il vantaggio, ma colpisce alto sopra la traversa. Citando una famosa pubblicità: ci sono palloni che non si possono prendere, per tutto il resto c’è Rui Patricio. Il portierone dello Sporting Lisbona, infatti, salva il risultato prima su un diagonale a botta sicura di Giroud, poi sul un missile del solito Sissoko.

Nel nulla della ripresa del Portogallo, l’allenatore Fernando Santos gioca la carta decisiva: fuori Renato Sanches e dentro un centravanti come si deve, Eder. I lusitani trovano quindi un punto di riferimento offensivo e riescono a gestire meglio il pareggio.
Prima dei supplementari l’occasione d’oro capita a Gignac, che agli sgoccioli della ripresa colpisce il palo con una conclusione ravvicinata. Brivido scampato e si va oltre i 90 minuti.

Il Portogallo ha finito i cambi, eppure c’è un ingresso in campo che modifica le sorti della partita.
Cristiano Ronaldo esce dallo spogliatoio dove era stato portato per medicarsi e raggiunge la panchina dei compagni. Partecipa al discorso motivazionale di Santos e per tutto il tempo dà indicazioni ai compagni. Ronaldo non vale come l’allenatore, vale molto di più.

La Francia non ne ha più, probabilmente cerca i rigori e aspetta sorniona qualche occasione per far male. Il Portogallo invece gioca eccome.
Nel primo supplementare Lloris deve superarsi su Eder e nel secondo supplementare Raphael Guerreiro colpisce la traversa su punizione.

portogallo (2)Finché al minuto 110 Eder vince un duello fisico con Koscielny, si libera e lascia partire un destro dalla distanza che Lloris non riesce a contenere. Portogallo 1 Francia 0.
Entra Martial, ma non ci sono le condizioni per arrivare a essere pericolosi. Lisbona è in fermento, Parigi ha le mani fra i capelli.

Klattenburg fischia tre volte: il Portogallo, per la prima volta nella sua storia, è campione d’Europa. Ronaldo piange, Pepe vomita di fronte alle telecamere, i giocatori si abbracciano tra di loro e il popolo lusitano vive una nuova giovinezza dopo decenni di sconfitte.

Lo sceneggiatore scrive l’ultima frase e mette l’ultimo punto. Prende il fascicolo e lo consegna al regista, con la certezza che ne farà uno dei più bei capolavori della storia di questo meraviglioso genere cinematografico che è il calcio.

By Andrea Azimonti

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