Italia – Germania: una dolorosa sconfitta

“La cosa che dispiace è che tra qualche anno nessuno si ricorderà di questa Nazionale che ha dato tutto.” Così, in lacrime, ai microfoni della Rai, Andrea Barzagli mostra tutta la delusione al termine di Germania-Italia, vinta dai tedeschi dopo i calci di rigore.
Lo sgomento del centrale della Juventus è quello di tutti i tifosi Azzurri, che sabato sera erano davanti alla televisione a sostenere questo gruppo meraviglioso che ci ha regalato grandi emozioni e che oggi deve leccarsi le ferite dell’eliminazione da Euro 2016.

formazione italiaSiamo a Bordeaux, ore 20.55, e all’interno del Nouveau Stade risuonano gloriose le note di Fratelli d’Italia e di Deutschland über alles, incipit di una delle sfide più lunghe e intense della storia dello sport. Come da prassi, l’Italia deve far fronte a qualche assenza importante e questa volta è il turno di Daniele De Rossi, uscito malconcio dalla partita contro la Spagna.

Oltretutto, Thiago Motta, suo sostituto, è squalificato e quindi Conte è costretto a un centrocampo con Giaccherini, Parolo e Sturaro. Sembra che per noi non ci sia speranza, dato che dall’altra parte ci sono Khedira, Kroos, Özil e compagnia.
Ma noi siamo italiani. Si comincia.

Il primo tempo è un’agonia. I tedeschi la tengono, non sono pericolosi, noi ci difendiamo e proviamo a ripartire. Molti tifosi pensano “Sì, va bene, ma quando iniziano a giocare veramente?”.
Spoiler: questa sensazione si protrarrà per tutta la partita. Le uniche situazioni pericolose sono un colpo di testa di Mario Gomez e una conclusione sporca dell’impalpabile Thomas Müller. Sul finire di tempo gli Azzurri hanno un’ottima occasione con una conclusione di Sturaro e la deviazione di Jerome Boateng.

Ad inizio ripresa la Germania alza il ritmo e Müller sta già festeggiando l’1-0 quando vede che Buffon non può arrivare sul suo sinistro. Gigi in effetti non può nulla e allora ci pensa Alessandro Florenzi con un volo d’angelo a togliere il pallone dalla porta.
Il gol arriva al 65′ e lo segna Özil, arrivato in corsa su un cross basso deviato da Bonucci. Abbastanza casualmente, i tedeschi sono avanti. Solo un miracolo può risvegliare l’Italia e secondo voi chi può fare questo miracolo? Ovviamente Gigi Buffon, che salva Chiellini da un autogol con un colpo di reni impressionante.

Davanti gli Azzurri faticano, ma su un cross di Florenzi, Chiellini sfiora e manda il pallone sul braccio di Boateng. Rigore nettissimo e un glaciale Bonucci batte Neuer.
Incredibile ma vero, siamo 1-1. Ora l’obiettivo sono i supplementari e ci arriviamo senza grandi patemi d’animo.

Nei supplementari succede poco o nulla, qualche occasione campata per aria, ma niente di più. Gli Azzurri però sono sulle gambe, specie Eder, sostituito da Insigne, Sturaro, gladiatore instancabile, e Chiellini, che lascerà il posto a Zaza in vista dei rigori. Già, i rigori.

Nella serie dei 5 rigori sbagliano Zaza, Pellè e Bonucci per l’Italia e Müller, Özil e Schweinsteiger per la Germania.

Si va a oltranza. Segnano per tre volte sia gli uomini di Conte che quelli di Löw.
Finché Neuer para il tiro di Darmian e Buffon non riesce ad opporsi a quello di Hector. La Germania è in semifinale.

germania

Prima della partita i tedeschi erano i più forti tecnicamente e quelli che dovevano essere superiori, mentre gli Azzurri dovevano metterla sul carattere e sulla grinta. Noi abbiamo rispettato le attese, loro no. Per questo credo che la sconfitta sia immeritata.

Parolo non ha fatto rimpiangere Verratti, Florenzi e De Sciglio hanno corso per tutto il tempo a disposizione, Sturaro non ha mai tirato indietro la gamba e Pellè le ha prese tutte.

Non si può rimproverare nulla a nessuno. Alla fine i rigori sono una questione di lucidità, freddezza e fortuna, qualità mancate all’Italia in quei minuti.

Nelle lacrime degli Azzurri c’è tutto: delusione, frustrazione, forse anche un po’ di rabbia. Come contro Belgio e Spagna loro erano i più forti, noi i più bravi. Questa volta è finita diversamente: è il calcio.

Ritornando alle parole di Barzagli, probabilmente tra qualche tempo tutto ciò svanirà e questo Europeo sarà una delle tante delusioni della storia della Nazionale. Noi però abbiamo un rito, quello di ricordarci le formazioni a memoria.
Spero di trovarmi, tra cinquant’anni, davanti a un camino, a raccontare questa filastrocca a qualche nipotino: Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; De Sciglio, Giaccherini, Parolo, Sturaro, Florenzi; Eder, Pellè.

Grazie ragazzi.

By Andrea Azimonti

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