Il mondo della fuffa digitale

Premessa – Di fuffa e di ingenuità

Se mi avessero detto nel 1999 (quando ho cominciato per davvero questa avventura) che avrei scritto un articolo sulla fuffa digitale, mi sarei stupito. Forse non ci avrei nemmeno creduto.
Allora, il web era tutt’altro che fuffa: era fatto di passione e talento.

Nei primi anni 2000 erano in pochi a spingere il digitale in Italia, social media e mobile erano ancora realtà lontane.
Oggi i numeri sono ben diversi: in tantissimi raccontano case history più o meno veritiere, ma la nota stonata e comune in tanti di questi racconti è la mancanza di sostanza.
Non parlo soltanto di sostanza a livello numerico, ma anche di vero e proprio impatto a livello economico, sociale (non social).
In poche parole tanta fuffa e pochi contenuti.

Mi sto chiedendo sempre di più: perché?

Mi sono risposto così: perché questo tipo di attività finisce per portare i nuovi “consulentidigitali (e non) a fare un intervento su un palco, in un evento.
Non li obbliga nessuno, però spingono e fanno a pugni per un momento di sola visibilità, visibilità senza contenuti.

mario-schfPerché questa riflessione?
Perché di recente ho partecipato al Social Case History Forum di Milano, chiamato dal bravo Stefano Cattelani.
Il claim di questo evento, organizzato al Palazzo delle Stelline è “Solo case history. Niente #Fuffa”.

Un’ottima premessa, dunque!

Ho seguito diversi interventi prima del mio: tutti portavano numeri veri, casi concreti, portavano il digitale nella realtà e la realtà nel digitale.

5 modi sicuri per esser Fuffa

Non voglio che questo mio post vada a nutrire la fuffa digitale, quindi passo subito a un elenco non esaustivo di comportamenti che (a parer mio) possono far immediatamente diventare fuffa il tuo speech.

1. Filmati emozionali a go go (di altri brand)
Quelli che li propongono hanno visto le presentazioni di “quelli bravi” su internet e ora tocca a loro.
I filmati di Facebook, Google e Amazon sono presenti nelle loro presentazioni come calamita e talismano per l’applauso in platea. Purtroppo di norma queste stesse persone non hanno un filmato riguardante la loro attività.
Meglio lasciar perdere i filmati, a questo punto.

2. Tanto testo, tanti numeri, pochi concetti
Le presentazioni fuffa detengono il record per testi estesi con paragrafi belli pieni di parole e numeri.
Perché? Perché i digital fuffa hanno “sentito dire” che bisogna mettere tanti numeri, ma finiscono per esagerare.
Le loro presentazioni hanno almeno 50/60 slides per coprire al massimo 20 minuti. Risultato?
Pochi concetti nella testa delle persone in sala.
Non lo dico io, lo dice uno bravo: Chris Anderson (TED) sostiene che per 20 minuti servono 20 slides. Il resto è superfluo.

3. Non parlare di criticità
Una delle caratteristiche più comuni della fuffa è la totale assenza di criticità. Secondo i presentatori di idee fuffa non esistono criticità affrontate in passato o particolari problemi/limiti del mercato in cui operano. Di norma, in questa loro visione del mondo tutta personale, trovano posto anche unicorni e arcobaleni 🙂
Nella realtà in qualsiasi progetto ci sono delle criticità ed è molto interessante far capire a chi ti ascolta come le hai superate.

4. Parlare al futuro e mai nominare quanto fatto in passato
Caratteristica simile a chi vorrebbe fare qualcosa ma non parte mai: faremo, gestiremo, guadagneremo.
I presentatori fuffa spostano sempre in là, nel futuro appunto, la possibilità di guidare il loro lavoro.
Nelle presentazioni invece è bene raccontare ciò che si è fatto e come. Non quello che si farà, forse, un domani.

5. Non sorridere ma limitarsi a ridere. A denti stretti
Hanno poca esperienza, questo è chiaro, ma non sono dei novellini. Prova a far caso all’attività non verbale: i presentatori fuffa o si muovono troppo o sono bloccati. O non sorridono per nulla o continuano a fare battute fastidiose.
Sanno di essere sotto esame e temono che qualcuno li smaschererà e capirà che stanno parlando senza contenuti.
La fuffa funziona ma fino a un certo punto, e loro lo sanno 🙂

In conclusione

Cadere nella trappola della fuffa è facile, ma che con la preparazione, un po’ di curiosità e soprattutto con la convinzione dell’importanza di ciò che si fa è possibile non finirci dentro con entrambi i piedi.
L’evento al Palazzo delle Stelline, per me, ne è stata la prova.

P.s. Hai contenuti validi ma non sai come comunicarli, non solo sul digitale? Forse posso aiutarti con questo corso!

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