OkDay 2016 – The day after

Scendo dal palco contento, pieno di energie mentali e stanco solo fisicamente.
Rilascio un’intervista e ringrazio uno a uno gli speaker per aver partecipato con passione.

Finisce #okday2016 ma ne vorrei ancora, vorrei ancora esempi positivi da ascoltare, racconti veri e casi concreti da cui prendere nota. (Per fortuna che giovedì ricomincia il mio programma, Aperitivo aziendale, mi dico 🙂 )

Chiedimi che cosa ho imparato da questa giornata che ogni anno segniamo in rosso sulle nostre agende?

Ho imparato almeno 5 cose:

1. Basta cazzate
2. Il concreto batte sempre il pensiero
3. Le persone positive traggono forza dalle difficoltà
4. Prepararsi e studiare fa sempre la differenza
5. La squadra è l’unica cosa che conta

Cosa significa?

1. Basta cazzate:
Basta paranoie, pensieri negativi e paure.
Organizzare un evento del genere e in contemporanea gestire la propria attività non permette di rendere al meglio.
Capita, quindi, di commettere errori o di non ottenere i risultati nei tempi sperati.
Ma le storie che ho ascoltato a OkDay hanno un denominatore comune: la perseveranza.
Nel lavoro, nel deserto o in bicicletta devi spingere, proseguire e non fermarti mai.
Per nessun motivo puoi abbatterti o darti scuse: basta cazzate, si lavora.

2. Il concreto batte sempre il pensiero:
Le idee sono belle, servono per svegliarci e sono l’ingrediente necessario di ogni progetto.
Credo, però, che la realizzazione concreta del progetto valga di più delle singole idee e dei propositi.
Meglio un’idea buona con un’ottima applicazione che un’idea eccezionale con un’applicazione sufficiente. Il concreto batte sempre il pensiero, e a #okday2016 per un certo verso l’offline ha battuto l’online. Ci siamo trovati fisicamente e abbiamo parlato di cose concrete, reali: è quel passettino, il primo, che conta veramente. La differenza fra l’immaginare e il creare.

3. Le persone positive traggono forza dalle difficoltà:
Dai racconti emozionanti di OkDay c’è un filo conduttore, il superamento di una difficoltà: personale, fisica o mentale.
Abbiamo già parlato a lungo di resilienza in questo articolo, e da quello che ho capito le persone si riconoscono sempre nelle difficoltà.
Chi le supera, ottiene risultati perdendo tutte le paranoie e paure che aveva prima, si trasforma.
Per questo motivo azzardo il concetto che le persone positive nascono in contesto di difficoltà.

4. Prepararsi e studiare fa sempre la differenza:
Subito dopo l’evento qualcuno mi ha chiesto come facevo a improvvisare così tanto durante le interviste ai relatori. Risposta: non ho mai improvvisato. Ho semplicemente scelto prima le parole chiave e le tematiche su cui concentrarmi, in modo da risultare interessante e non banale.
Forse non è più scontato che una persona si prepari, studi i profili e le tematiche, ma è così che dovrebbe essere.

5. La squadra è l’unica cosa che conta:
I primi quattro punti sono importanti, ma senza il quinto non si va da nessuna parte. Organizzare un evento di per sé non è facile; organizzare un evento gratuito molto importante e a cui tieni molto con clienti, partner e amici in sala, attraverso speaker nazionali selezionati durante l’anno, rende l’organizzazione ancora più delicata.
In questi frangenti, come in tutti i progetti complessi, la maglia numero 10 (le star del gioco) non funzionano, i risultati li dà solo la squadra.
L’insieme di competenze organizzate e la voglia di arrivare uniti all’obiettivo realizza veramente il progetto. La squadra è l’unica cosa che ti fa ottenere i risultati che volevi raggiungere: ecco perché ho voluto che fosse la squadra di OkNetwork a chiudere l’evento, con un saluto sorridente dal palco.

Ti sei perso OkDay 2016 o vuoi rivivere assieme a noi l’evento? Guarda il video qui

Entra in OkNetwork

Carrello