2
Nov
2015

Carne rossa, i medici dell’AO di Legnano: “nessun allarmismo ma non abusarne”

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Le carni rosse non vanno eliminate, raccomandiamo di non abusarne“. A OkRadio, nel programma “Break News” (dalle 12 alle 14, da lunedì a venerdì con Laura), sono intervenuti i medici del reparto di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera di Legnano, dottoressa Antonella Ferzi e dottor Sergio Fava, per affrontare il recente e scottante tema suscitato dopo la pubblicazione del rapporto dello Iarc che ha inserito le carni lavorate tra gli agenti sicuramente cancerogeni e la carne rossa tra i probabili cancerogeni per l’uomo.

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Dr. Fava, Dott.ssa Dotti e Dott.ssa Ferzi

Fondamentale è che questo allarmismo che si è creato in questi giorni – spiega la dottoressa Antonella Ferzi – è un po’ infondato. La tossicità del consumo eccessivo di carne è già noto da molti anni. Quello che si raccomanda è di non abusarne ma di mangiarne una minima quantità solo una volta a settimana accompagnata da abbondante verdura prevalentemente cruda per combattere l’azione ossidante, quindi tumorale, della proteine animali della carne rossa, a fronte delle sostanze anti ossidanti che la verdura ci regala.
Un esempio, per un consumo di 200 grammi di carne rossa dovremmo accompagnare 400 grammi di verdura, principalmente insalate amarognole
(con maggiori proprietà anti ossidanti rispetto a quelle dolci, troppo ricche di amidi).”

Nelle indicazione dell’OMS vengono banditi anche alcuni tipi di cottura, come per esempio il barbecue. “Quando noi portiamo ad eccessiva cottura la carne – conferma la dottoressa Ferzi – vengono prodotte delle sostanze di combustione (idrocarburi policiclici aromatici) e l’esagerata assunzione di queste sostanze ha un’azione tossica, tumorale.
La carne dunque è molto meglio mangiarla scottata o cotta su piastra.
Un’alternativa alla carne, che è ricca di aminoacidi essenziali di cui l’uomo ha bisogno, potrebbero essere cereali unitamente a legumi (es: pasta e fagioli). Anzi, gli aminoacidi dei legumi e cereali sono meno infiammatori, più salutari e ricchi di fibre, rispetto a quelli della carne, i cui grassi favoriscono l’aumento del colesterolo
“.

Il focus posto sul tema ‘carni rosse’ ha sicuramente aumentato l’attenzione, scientifica e mediatica, sull’alimentazione più in generale. Come per esempio il formaggio, i cui “rischi”, soprattutto verso i tumori alla prostata, sono stati chiariti in modo esaustivo dalla Dottoressa Ferzi:

Tornando alla carni rosse anche il Dottor Sergio Fava, primario del reparto oncologico legnanese, ribadisce che “la carne rossa non è classificata come sicuramente cancerogena bensì è un alimento che ha, probabilmente, un effetto canceroceno ma tutto dipende dalle dosi con cui viene assunto. Ed è che è curioso come nel nostro paese si monti un’enfatizzazione così elevata quando noi siamo il secondo paese più longevo al mondo probabilmente proprio grazie al nostro tipo di alimentazione, quella dieta mediterranea che è considerata un patrimonio immateriale dell’umanità. Dovremo quindi prendere spunto dal clamore che ha suscitato questo articolo, il cui contenuto era comunque a noi noto da molto tempo, affinché si torni ad un’alimentazione sana e di buon gusto, com’è quella appunto della dieta mediterranea.” L’intervento del Dr. Fava:

(nella foto il dottor Sergio Fava e la dottoressa Antonella Ferzi, insieme al Direttore generale, dottoressa Carla Dotti)

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