19
Nov
2015

Guardie del Cuore al pronto soccorso di Abbiategrasso: un sostegno per pazienti e parenti

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Recarsi in un pronto soccorso, anche solo per accompagnare un parente, è spesso fonte di grande stress. Attese interminabili e brutti pensieri che si insinuano nella testa. Anche al Cantù di Abbiategrasso saranno operative, a partire dal mese di dicembre, le Guardie del Cuore. Una ventina di volontarie e volontari che stazioneranno all’ingresso e nella sala d’attesa del pronto soccorso dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17 e che forniranno assistenza ai parenti e gli stessi pazienti in casi di necessità.

“E’ un servizio che a Legnano funziona molto bene ed è apprezzatissimo – ha detto Carla Dotti, direttore generale dell’azienda ospedaliera – Ad Abbiategrasso cominciamo con tanto entusiasmo contando di avviare lo stesso progetto al più presto anche a Magenta. Il ruolo dei volontari è importantissimo visto che lavoreranno a stretto contatto con i sanitari”. I volontari provengono dalle varie realtà associative già esistenti in città, l’Avo, la Croce Azzurra, l’Anffas e altre ancora. Hanno seguito un corso di quattro serate tenuto, tra gli altri, dal dottor Giancarlo Razionale, già responsabile del pronto soccorso di Abbiategrasso e dal dottor Massimo Dello Russo, responsabile del pronto soccorso di Magenta. Parlando di associazioni la dottoressa Dotti ha ricordato la figura di Giancarlo Sgarella appena scomparso. “Un pezzo di storia dell’ospedale che ci mancherà tantissimo”, ha detto. Il prossimo anno si terrà, con buona probabilità, un altro corso per aspiranti Guardie del Cuore.

“Il nostro compito – racconta una volontaria – è mettere a proprio agio pazienti e i loro parenti durante le attese. Tenendo presente che i tempi si allungano quando ci troviamo di fronte a codici bianchi e verdi. La bravura di una Guardia del Cuore, sta nella capacità di saper captare, anche con un semplice sguardo, quali sono le necessità della persona che abbiamo accanto. Chiedere se preferisce accomodarsi su una carrozzina piuttosto che su una barella e interloquire con le infermiere. Anche noi possiamo avere dei problemi, ma li dobbiamo dimenticare finchè siamo in servizio. Il lavoro di squadra è fondamentale”.

 

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