19
Dic
2013

Novaceta, le indagini della Guardia di Finanza: ecco tutti gli indagati

“Abbiamo sofferto, ma alla fine i risultati stanno arrivando. Insomma, non abbiamo lottato per niente. Abbiamo ancora tanto lavoro da compiere, abbiamo ancora da onorare un impegno preso con le famiglie dei lavoratori, ma per continuare dobbiamo crederci”. C’è una moderata soddisfazione tra i membri del Movimento Popolare Dignità e Lavoro dopo la notizia della chiusura delle indagini da parte della Guardia di Finanza di Magenta in merito alla ex Novaceta che ha portato all’emissione di ventidue informazioni di garanzia ad altrettanti indagati per il reato di bancarotta fraudolenta. Ad oggi, stando ai risultati delle indagini della Guardia di Finanza, non è possibile dire con certezza se su quell’area era in corso un tentativo di speculazione. Anche se il sospetto è forte.

L’allora amministrazione retta da Luca Del Gobbo non cambiò nulla sullo spazio Novaceta che rimase a vocazione industriale e, addirittura, su proposta del Movimento Popolare Dignità e Lavoro, venne accolta all’unanimità dal consiglio comunale, un’osservazione che face mantenere tale vincolo anche sulle aree esterne. Cosa che, evidentemente, ha complicato e di molto, eventuali piani speculativi. I finanzieri, nel ricostruire tutte le operazioni effettuate dal 2003 al 2006, prima dell’ammissione al concordato preventivo, hanno portato alla luce operazioni finanziarie che hanno depauperato il patrimonio sociale. L’ammontare delle distrazioni ammonta a oltre 70milioni di euro. Nemmeno un centesimo dei soldi ottenuti dalla cessione dello stabilimento è stato usato per rilanciare la Bembergcell, come era stata denominata. Soldi usati solo per operazioni dissennate. Quali? Secondo la Guardia di Finanza al vertice delle operazioni c’erano Maurizio Cimatti e Nicola Squillace. Solo per citarne una di tali operazioni, contenuta del documento firmato dal Pm Bruna Albertini, nel mese di novembre del 2003 venivano distratti dal patrimonio della società quasi tre milioni di euro che Bembergcell, già Novaceta Spa, cedeva a Bembergcell Spa. A quale scopo? Nessuno, all’apparenza.

Ecco l’elenco degli indagati:

Maurizio Cimatti: in qualità di gestore e amministratore di fatto della Novaceta Spa, poi Bembergcell Spa, nonché vice presidente del Consiglio di Amministrazione dal 20 giugno 2004 al 5 maggio 2005 e presidente del consiglio di Amministrazione dal 5 maggio 2005 al 25 ottobre 2006 (data della messa in liquidazione della società), nonché presidente del Consiglio di Amministrazione dal 24 settembre 2002 al 29 luglio 2005 (cessazione per incorporazione nella bembergcell Spa)di GZ Fin Srl di Gz Polo Srl. La GZ Fin Srl era socio della bembergcell Spa ed è stata controllante al 100% GZ Polo Srl controllante a sua volta al 100% di Novaceta Spa, poi Bembergcell Spa.

Nicola Squillace: in qualità di amministratore di fatto della società Novaceta Spa e poi Bembergcell Spa, in quanto detentore del 10% attraverso SAFI. Fiduciaria Spa di GZ Fin dal 16 gennaio 2004 fino al 28 luglio 2005 nonché da questa data, socio di Bembergcell per effetto della fusione per incorporazione di GZ Fin in Bembergcell tramite la predetta fiduciaria, fino ad oggi; amministratore di fatto della società Exeufis Spa, già Eurinvest Finanza Stabile Spa, Eurinvest Spa ed Euridea Spa; amministratore di fatto della società Immobilsystem Srl; amministratore di fatto della scoietà Nextimm Srl; amministratore di fatto della società Polaris Srl-

Altri indagati con ruolo più marginale: Roberto tronchetti Provera, Maurizio Dorigo, Enrico Berardi, Marcelo Claudio Girardi, Francesco Tozzi Spadoni, Igino Sogaro, Emilio Sorgi, Riccardo Ciardullo, Gilberto Pichetto Fratin, Gaetano Scoccia, Livio Fontanella, Mario Celentano, Luca Celentano, Danilo Fabrizio Gardi, Luigi Pagliuca, Angelo Carbone, Lorenzo Buraggi, Vittorio Bernero, Luca Boscato, Gian Mario Gallo.

 

 

 

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