Risotto con scamorza, giuggiole e castagne

Un mio amico di Desenzano del Garda mi ha recentemente regalato decine e decine di gustosi e piccoli frutti marroncini, colti direttamente dalle sue piante di giuggiole. Mi è così venuto in mente di fare una variante dei vari risotti con taleggio e pere, o mele e noci. Cambiando gli ingredienti e aggiungendo la dolcezza delle castagne, tipiche di questo autunno alle porte, ne è un uscito un piatto davvero sorprendente.

Ingredienti x 4 persone: 
320 gr di riso carnaroli
cubetti di scamorza, a piacere
una decina di giuggiole
castagne già lessate,  a piacere
un bicchiere di vino bianco, preferibilmente fermo
cipolla
olio
1 o 2 dadi vegetale
burro q.b.
pepe q.b.
sale q.b.

Preparazione:
Si inizia con fare un soffritto di cipolla in una pentola capiente . Una volta imbiondita nell’olio bollente, aggiungere il riso e girare senza aggiungere altro per 1/2 minuti affinché i chicchi si tostino leggermente. Quindi, mentre in un altro tegame si fa bollire del brodo vegetale (uno o due dadi), versare il vino bianco e mescolare dolcemente. Quando il vino sarà quasi del tutto evaporato aggiungere di volta in volta il brodo fino al termine della cottura. Quest’ultima può variare dai 18 ai 20 minuti. Raccomando sempre di servire il riso al dente, bello “morosino” (ovvero che onduli nel piatto). Anzi, se possibile con qualche minuto in meno perchè il riso continua a cuocere sia in pentola che nel piatto.

Quando mancano 4 o 5 minuti, unire con le castagne e i pezzettini di giuggiole (ovviamente senza il nocciolo). Solo quando si spegne il fuoco includere i cubetti di scamorza e un pò di burro. Aggiustare di sale e/o pepe. Mescolare vigorosamente e infine servire nei piatti dove il risotto può riposare qualche minuto prima di essere assaporato.

Curiosità: l’espressione ‘andare in brodo di giuggiole‘, che significa “andare in solluchero, uscire quasi di sé dalla contentezza“, deriva proprio dalla bontà, dal sapore zuccherino che hanno questi simpatici frutti.
I frutti del giuggiolo, fra l’altro, sono anche impiegati sia in medicina, per decotti contro la tosse, sia in cucina, per marmellate e confetture.

@Marco

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